Da alcuni mesi AIFI sta partecipando al progetto Slow Medicine – “fare di più non significa fare meglio”  che ha raccolto moltissime adesioni da parte di importanti associazioni di diversi professionisti sanitari.
Lo scopo del movimento è individuare le pratiche meno efficaci e potenzialmente costose, di conseguenza inappropriate, specifiche per ogni professione.
Anche noi fisioterapisti siamo quindi chiamati ad identificare 5 delle nostre pratiche che in base a recenti revisioni della letteratura o importanti studi si possano definire scarsamente efficaci, che siano piuttosto diffuse in modo da costituire un importante spreco di risorse.
È stato richiesto il parere dei GIS, ma per condividere il più possibile questa proposta, che sarà pubblicata e presentata ai vari eventi Slow Medicine che si terranno in tutto il Paese, chiediamo il contributo di tutti i soci.
Le proposte devono essere supportate da pubblicazioni scientifiche con i relativi riferimenti bibliografici.
Cliccando qui (Progetto) trovate la documentazione che spiega il progetto.
Le proposte dovranno essere inviate a Davide Albertoni (Consigliere Nazionale AIFI con delega alla promozione della cultura in fisioterapia e referente GIS) all’ indirizzo mail: albertoni.d@gmail.com con una breve frase che inizi con “non fare -.. non prescrivere…” e relativi riferimenti bibliografici a supporto di tale affermazione.
Ricordate che devono essere pratiche della NOSTRA professione, senza entrare nel merito di altre professioni o di esami strumentali che non possiamo prescrivere. Quindi, quale FISIOTERAPIA che noi effettuiamo giornalmente non ha più motivo di essere?
Potete visionare anche le 5 pratiche indicate come inappropriate dall’Associazione Americana dei Fisioterapisti (APTA).