Si intitola “Pubblicazioni scientifiche ritirate in ambito riabilitativo: analisi retrospettiva” la tesi di laurea di Marco Bordino, uno dei tre neolaureati che insieme a Simone Bionda e Salvatore Scaduto si è registrato come finalista per il contest Miglior Tesi dell’AA 2019/2020.
Le tre tesi finaliste saranno raccontate in live streaming dai rispettivi autori sabato 6 giugno alle ore 9.30, nella cornice dell’assemblea dei soci; a decretare a quale dei tre lavori spetti il titolo di Miglior Tesi AA 2019/20 saranno proprio i soci connessi da casa.
Per partecipare ed esprimere la propria preferenza compila l’apposito form (clicca qui per registrarti) e assicurati di essere socio AIFI 2020 (clicca qui per diventare socio dell’AIFI).
Nel frattempo, entriamo nel merito con l’intervista in cui Marco Bordino dell’Università del Piemonte Orientale ci racconta il suo punto di vista in tema di ricerca scientifica maturato grazie all’esperienza della tesi.

Come ti sei avvicinato al tema delle pubblicazioni scientifiche ritirate in riabilitazione e come te ne sei appassionato? 

Ho iniziato ad occuparmi di ricerca scientifica nel 2015 ad Helsinki, dopo la laurea in Scienze Motorie. Una volta tornato in Italia per seguire il corso di laurea in Fisioterapia, ho capito che non avrei smesso di indossare il cappello da ricercatore, a notte fonda così come nel tempo libero, per sete di conoscenza e soprattutto per prestare il mio contributo alla comunità scientifica. Per questo motivo, quando mi fu proposto di essere il primo sulla scena internazionale a parlare di pubblicazioni scientifiche ritirate in riabilitazione, non mi sono lasciato scappare l’occasione! Mi resi conto fin da subito che non solo era un argomento di cui ero a digiuno, ma anche che nessuno prima di me aveva ancora approfondito l’argomento. Una sfida ardua quanto stimolante: raccontare qualcosa di nuovo ai fisioterapisti, miei futuri colleghi; l’occasione perfetta per sviscerare l’argomento che mi spronò sin da subito a puntare alla pubblicazione.

Un argomento rilevante nel mondo accademico così come in quello professionale?

Assolutamente sì. Ogni anno centinaia di migliaia di ricercatori pubblicano i propri lavori e scoperte su riviste scientifiche. Tuttavia, nell’ultimo decennio il numero di pubblicazioni è sensibilmente aumentato e, di pari passo, anche il numero di pubblicazioni ritirate per ragioni di cattiva condotta scientifica. Prima che una pubblicazione fraudolenta venga individuata, deve necessariamente passare del tempo (nel nostro settore, si parla mediamente di 38 mesi). Nel frattempo ricercatori e professionisti basano le proprie ricerche e la pratica clinica sulla letteratura scientifica pubblicata; ciò significa che la gestione clinica, fisioterapica o farmacologica dei pazienti potrebbe basarsi su dati che un giorno potrebbero essere dichiarati fraudolenti, con ricadute negative per la salute. Per questo è importante sensibilizzare i colleghi fisioterapisti a un utilizzo critico della letteratura scientifica. 

Quali sono i benefici che uno sviluppo sul tema potrebbe implicare per la comunità? E quali sono i tasselli indispensabili perché questo possa accadere?

Innanzitutto, ritengo che oggi non ci si possa permettere di non sapere qualcosa. Quindi identificherei il primo beneficio con la presa di coscienza del problema da parte della comunità scientifica di fisioterapisti (e non solo di coloro che si occupano di ricerca). Durante il mio lavoro di tesi ho capito che anche se tutti sanno cosa sia una pubblicazione scientifica,sono in pochi a sapere in cosa consista una “retraction” e ancora meno le possibili cause del problema e le sue implicazioni. Il tassello indispensabile a mio avviso passa attraverso la formazione. I fisioterapisti necessitano di maggiori competenze in materia di ricerca scientifica, indispensabile per maturare la consapevolezza e la criticità necessarie per poter navigare nel mare magnum (sempre più in burrasca) delle pubblicazioni scientifiche ritirate che, purtroppo, aumentano di anno in anno.

Concluso questo capitolo universitario, quali sono i tuoi progetti?

Prima di intraprendere il Master in Riabilitazione dei disordini muscolo-scheletrici, mi prenderò una piccola pausa dalla formazione: poco prima della discussione della tesi ho scoperto che diventerò papà! Ed è quasi ora, Victoria arriverà a metà giugno!
È mia intenzione rinnovare la collaborazione con il mio relatore di tesi Stefano Vercelli e con la collega Elisa Ravizzotti, co-autori dell’articolo presto in sottomissione “Retracted articles in physiotherapy: do we see the tip of the iceberg? A bibliometrics analysis”; un’occasione per poter tornare a indossare il cappello da ricercatore e per aver qualcosa di nuovo da raccontare ai miei colleghi ai convegni.  Inizierò a lavorare in regime di libera professione a Vercelli: ho deciso di dedicarmi prevalentemente al paziente con disturbi di natura muscolo-scheletrica, in particolar modo al paziente geriatrico. L’età media continua ad aumentare ed i nostri pensionati vogliono giocare a tennis!

 

La tesi di Marco Bordino e degli altri due finalisti Simone Bionda e Salvatore Scaduto sono state selezionate in cieco grazie allo scrupoloso lavoro di squadra di ben 25 valutatori capitanati dalle organizzatrici Greta Rosa e Chiara Liguori: Maria Assunta Alfero, Sabrina Altavilla, Katia Bartucci, Fabio Bernini, Manuela Bianco, Franco Biancofiore, Luciano Braghin, Gabriella Carpanese, Ersilia Di Concilio, Patrizia Fornara, Stefano Fortunato, Viviana Gaggio, Denise Janin, Irene Logozzo, Francesco Maiorano, Marco Minchillo, Gian Maria Monchiero, Renato Petiti, Leonardo Piano, Paola Pirocca, Giorgio Razzini, Alessandra Rubagotti, Elena Rubin, Simone Secci, Cinzia Vaisitti.