Il progetto di ricerca “Survey on evidence based practice among italian physiotherapists”premiato lo scorso anno da AIFI Piemonte Valle d’Aosta in occasione del Congresso Scientifico è ora pubblicato sulla rivista BMJ open!
Attraverso questo studio gli autori Greta Castellini, Davide Corbetta, Simone Cecchetto e Silvia Gianola in collaborazione con Riccardo Negri e Leonardo Piano hanno analizzato la consapevolezza, la conoscenza, le attitudini, i comportamenti e la comune percezione rispetto all’utilità e al bisogno della medicina basata sulle evidenze come fondamento della pratica clinica in coorti di professionisti sanitari attivi nell’ambito dei disordini muscoloscheletrici, sia da un punto di vista chirurgico che conservativo.
La survey è stata inviata a 2000 fisioterapisti considerati “socially active” in AIFI. I risultati?

  • il 90% considera l’EBP utile e mostra un atteggiamento propositivo al suo uso;
  • il 90% considera l’evidenza scientifica come parte integrante dei principi dell’EBP tuttavia, il 56% sostiene che i valori del paziente non sono parte di tale “modello” così come il 39% sostiene che l’EBP non tiene in considerazione l’esperienza clinica;
  • si evince che coloro che hanno un alto titolo accademico (laurea magistrale e/o master universitario) hanno una probabilità più alta di conoscere i principi del modello EBP. 

Si registra tuttavia un gap tra conoscenza percepita e conoscenza reale dell’EBP; un risultato che sottolinea la necessità di investire nella formazione a supporto di programmi di “knowledge translation of research into practice” in fisioterapia, con l’obiettivo di migliorare e promuovere la ricerca di alta qualità e l’applicazione e l’implementazione dell’EBP.
«La rilevanza clinica e la qualità metodologica della survey sono valse al progetto il riconoscimento di Miglior Poster in occasione del Congresso Scientifico 2019 dell’AIFI Piemonte e Valle d’Aosta» spiega Leonardo Piano, responsabile ricerca AIFI PvdA e delega nazionale allo sviluppo e promozione della ricerca scientifica in fisioterapia «ci consente di capire quanto il tema dell’EBP debba ancora essere approfondito tra i fisioterapisti, a tutti i livelli. Una considerazione che risulta indispensabile per fornire al cittadino le cure più appropriate e in linea con le nuove acquisizioni della ricerca scientifica. La pubblicazione  dello studio sulla rivista medica BMJ conferma la bontà di questo lavoro e l’impatto potenziale sulla comunità scientifica, con ricaduta anche sulla salute pubblica».

 

Per approfondire, ecco la sintesi che illustra il progetto e risultati della “Survey on evidence based practice among italian physiotherapists”, a cura degli stessi autori:

L’Evidence-Based Medicine (EBM), “Medicina basata sulle evidenze”, è un approccio interdisciplinare annunciato ormai da 20 anni come ‘nuovo paradigma’ della ricerca e della pratica medica clinica, il cui principio ispiratore è quello di integrare l’esperienza clinica con i migliori risultati derivanti dalla ricerca, e di adattarli alle esigenze e ai valori del paziente, tenuto conto dei vincoli economici. Le decisioni cliniche si basano quindi su risultati di studi clinici ben pianificati e condotti.
La capacità di comprendere i principi della medicina basata sulle evidenze si suppone sia sviluppata e appresa durante il percorso di formazione universitario o in specifici corsi di formazione specialistica post-laurea (ad esempio, master universitari, corsi di perfezionamento, dottorati). L’incomprensione dei principi della EBM e l’incapacità di applicare i suoi principi nella pratica clinica compromettono infatti la qualità nonché la validità e la consistenza della pratica stessa. Ciò costituisce una barriera all’implementazione degli interventi basati su prove di efficacia per la produzione di evidenze scientifiche. Tuttavia, la competenza dei principi dell’EBM dei professionisti sanitari e la comune percezione di benefici e barriere non sono state valutate propriamente in tutte le categorie di professioni.
Numerosi studi hanno sottolineato che i professionisti sanitari percepiscono alcune barriere all’implementazione della EBM nella loro pratica clinica. Tra questi: carenza di cultura condivisa dell’EBM, tempo insufficiente per trovare le evidenze, mancanza di risorse di informazione (accesso ai database) e ridotta libertà di autonomia nella pratica clinica. Tali barriere si scontrano con un concetto di EBM sempre più presente nell’interesse nazionale e internazionale dimostrato dalla crescita di corsi di formazione e figure sempre più interessate alla ricerca delle evidenze basate su prove di efficacia.
Con questo progetto di ricerca abbiamo cercato di analizzare la consapevolezza, la conoscenza, le attitudini, i comportamenti e la comune percezione rispetto all’utilità e il bisogno della medicina basata sulle evidenze come fondamento della pratica clinica in coorti di professionisti sanitari attivi nell’ambito dei disordini muscoloscheletrici sia da un punto di vista chirurgico che conservativo.
Al fine di raggiungere l’obiettivo proposto è stato inviato un questionario di indagine specifico costituito da tre sezioni: (a) informazioni demografiche; (b) la comprensione dei principi dell’EBM e le relativa capacità critica; (c) le attitudini, i comportamenti, la comune percezione e la motivazione all’uso dell’EBM.
La survey è stata inviata a 2000 fisioterapisti considerati “socially active” in AIFI. Abbiamo ottenuto un tasso di risposta del 64.5% (alto/moderato).
I risultati sono molto interessanti in quanto:

  • il 90% considera l’EBP utile e mostra un atteggiamento propositivo al suo uso;
  • il 90% considera l’evidenza scientifica come parte integrante dei principi dell’EBP tuttavia, il 56% sostiene che i valori del paziente non sono parte di tale “modello” così come il 39% sostiene che l’EBP non tiene in considerazione l’esperienza clinica;
  • si evince che coloro che hanno un alto titolo accademico (laurea magistrale e/o master universitario) hanno una probabilità più alta di conoscere i principi del modello EBP. 

Tuttavia, la maggior parte dei partecipanti sovrastima la propria conoscenza e questo si evince dal fatto che circa la metà dei professionisti dichiara di conoscere il termine meta-analisi tuttavia, soltanto il 17% è consapevole che il forest plot è la rappresentazione grafica della meta-analisi e il 20% giudica correttamente i risultati di questa analisi.
Il gap tra conoscenza percepita e conoscenza reale dell’EBP è rilevante e può risultare una pratica inadeguata e potenzialmente rischiosa.
Per quanto riguarda le barriere percepite, la maggior parte dei partecipanti al questionario (75%) identifica come più importanti la mancanza di tempo e la limitata capacità di valutare criticamente la letteratura.
Al fine di migliorare e promuovere la ricerca di alta qualità e l’applicazione/implementazione dell’EBP è necessario investire nella formazione supportare programmi di “knowledge translation of research into practice” in fisioterapia. 

Greta Castellini, Davide Corbetta, Simone Cecchetto e Silvia Gianola