Al Lido Coiba di San Foca, sulla costa adriatica del Salento, la fisioterapia si fa in spiaggia. Per la terza estate consecutiva infatti il progetto “Il mare di tutti” promosso dall’associazione Sunrise accoglie pazienti da tutta Italia, offrendo loro sessioni fisioterapiche in acqua rigorosamente gratuite e con tutta l’assistenza sanitaria necessaria.

«Chi ci chiede aiuto, qui riceve aiuto» ci spiega Maria De Giovanni, ideatrice del progetto e presidente dell’associazione Sunrise che nel 2018 ha scelto di trasformare uno dei tratti più belli della costa di San Foca in un lido attrezzato per la fisioterapia in acqua e per l’inclusione sociale, «affinché la disabilità sia superata e non ghettizzata». Una vera e propria isola della fisioterapia, accessibile a tutti e al momento senza eguali in tutta Italia.

Valso a Maria De Giovanni il titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, “Il mare di tutti” è nato nel 2018 e tutt’oggi conta esclusivamente sull’autofinanziamento e sul sostegno da parte di aziende, associazioni e fondazioni bancarie. Il servizio per i pazienti è completamente gratuito, «basta mettersi in lista», e conta sulla professionalità di quattro fisioterapisti, due medici generici, un cardiologo, tre infermieri, fisiatri e psicologi – «perché l’effetto dell’entrata in acqua non è sempre positivo al primo impatto» -, ai quali si aggiungono una dozzina di volontari; un equipaggio di tutto rispetto, di cui il ruolo di ogni componente è esplicitato a caratteri cubitali sulla rispettiva uniforme.

Un progetto virtuoso che non solo offre un servizio concreto ai pazienti sla difficilmente riscontrabile altrove, ma in cui si fa anche scuola di sensibilizzazione per tutti i cittadini, favorendo l’inclusione sociale della disabilità e la valorizzazione della professione di fisioterapista. Per conoscere questa inedita storia più da vicino ci siamo rivolti direttamente alla promotrice Maria De Giovanni.

 

Com’è nato il progetto Il mare di tutti?

L’idea è nata in risposta al forte bisogno personale di fare qualcosa di concreto a sostegno dei pazienti affetti da malattie neurologiche come la sla, categoria nella quale rientro, che troppo spesso rischiano di passare intere estati confinati nelle proprie abitazioni. Per farlo, ho deciso di partire dal bene primario messo a disposizione dal nostro territorio, il mare, una risorsa preziosissima per la pratica della fisioterapia in acqua che purtroppo molto spesso non solo non viene debitamente sfruttata, ma addirittura negata a molti pazienti per questioni di accessibilità.
Cuore del progetto non è semplicemente fornire passerelle e strumenti per l’entrata in acqua a tutti i suoi utenti, ma soprattutto contare sulla professionalità di un team di professionisti sanitari specializzati nella gestione delle malattie neurodegenerative. La qualità delle sedute e dei trattamenti per noi viene al primo posto, per questo puntiamo sulla professionalità del team: fisioterapisti, medici, infermieri, fisiatri e psicologi non contribuiscono come volontari ma per quello che sono, ossia professionisti, con la dovuta remunerazione. Solo così possiamo garantire la qualità del servizio e la continuità nel rapporto fisioterapista-paziente, evitando repentini cambi di approccio e coltivando relazioni basate sull’empatia.

Quanti e che tipo di pazienti riuscite a trattare? 

Dal 2018 a oggi la Regione Puglia ha contato indicativamente 1500 utenti, ma noi preferiamo parlare di qualità piuttosto che di quantità. In questa edizione per rispettare le norme anti contagio riusciamo a garantire il servizio a circa 8 pazienti al giorno, alternandoci tra turni della mattina e del pomeriggio. Per gli aspiranti utenti è sufficiente compilare una scheda di adesione in cui specificare la patologia, le terapie in atto e i farmaci assunti; per di più si tratta di pazienti con patologie neurologiche dovute a ictus o malattie rare, soprattutto sla.

In cosa consistono le sessioni? Utilizzate attrezzature particolari?

Ai nostri utenti offriamo assistenza, trasporto, un’infermeria e non per ultime le attività fisioterapiche in mare. Tenendo conto di quanto i tempi si allunghino in acqua, ogni trattamento dura circa un’ora. Lavoriamo sul contatto con l’acqua e sulla rieducazione utilizzando 4 job per l’immersione e lo stazionamento, un deambulatore walker perfetto per l’entrata in acqua dei pazienti sla in autonomia (ma non per questo senza una costante supervisione) e cilindri galleggianti per il rilassamento utili per la fisioterapia degli arti inferiori. In mare i pazienti possono eseguire esercizi propri della rieducazione in acqua.
Il lido a sua volta è stato adibito di tutto punto, dall’abbattimento delle barriere architettoniche alla realizzazione di percorsi per ipovedenti; da non dimenticare la sicurezza, per la quale abbiamo stipulato ben 3 assicurazioni. Nel suo complesso la location dà il suo importante contributo talassoterapico e l’inclusione sociale è incentivata al massimo; tutti elementi che contribuiscono direttamente e indirettamente al benessere e alla serenità dei nostri utenti, così come la presenza di amici a quattrozampe. 

Progetti per il futuro?

Stiamo lavorando all’implementazione: al momento il servizio è attivo da luglio a settembre ma vogliamo arrivare ai sei mesi di apertura, da maggio a ottobre. Non solo: abbiamo in serbo un progetto dedicato agli sport acquatici per disabili, ma per ora non possiamo rivelarvi di più!

Un volto e una storia che non potrete mai dimenticare?

Ce ne sono davvero tanti e tutti diversi uno dall’altro. Si passa dalla paziente che non entrava in una spiaggia da 7 anni nonostante abitasse sopra il mare di Bari alla signora che non entrava in mare da 27 anni. Le gratificazioni non mancano neanche dai pazienti più piccoli; penso a Federico, il bambino di 9 anni che ha scelto di ringraziare l’associazione con questa lettera: «Ieri io con papà, Angela e la mamma siamo andati in questo lido dove ci hanno aiutato a entrare e uscire dall’acqua del mare. Questo lido si chiama “Coiba Il mare di tutti Sunrise” perché tutti possono accedere, anche le persone disabili. Erano davvero delle brave persone quelle che ieri ci hanno aiutato! Io ero felicissimo e provavo anche gioia perché in questo lido oltre che essere un lido dove vanno persone senza malattia, possono andarci anche i disabili. Federico L.».

“Il mare di tutti” è un progetto esportabile? 

Non sono pochi gli ostacoli burocratici da superare e c’è ancora molto da fare perché il muro della discriminazione venga definitivamente abbattuto dando la possibilità a tutti di affrontare non stigmi sociali bensì nuove modalità di vita. La strada non è facile ma l’esistenza e il successo de “Il mare di tutti” dimostra nel suo piccolo che non si tratta di imprese impossibili, tanto che i giornali hanno definito il nostro progetto “L’isola che non c’è ma che esiste”. Siamo certi che ci siano molte persone determinate e motivate in grado di affrontare questa sfida; il nostro auspicio è che dal prossimo anno ci siano mille “Mare di tutti”, ma anche mille “Montagne di tutti” e mille “Laghi di tutti”. 

 

Se sei un fisioterapista e hai in programma una sosta in Salento, candidati a membro della ciurma scrivendo a sunriseonlus@hotmail.com o chiamando al 3272003395; agli stessi contatti è possibile mettersi in lista anche in qualità di paziente.
Per sostenere il progetto, puoi invece fare una donazione attraverso bonifico oppure donando il tuo 5×1000: clicca qui per scoprire come offrire il tuo sostegno.