La lettera del Direttivo ai candidati alle regionali

Mancano pochi giorni alle elezioni regionali: domenica 26 maggio infatti i cittadini piemontesi saranno chiamati alle urne per votare il presidente della Giunta e del Consiglio regionale.
Con una lettera a firma del Direttivo regionale, l’AIFI Piemonte e Valle d’Aosta invita i candidati a riflettere su quattro modelli virtuosi clinico-organizzativi su cui è necessario investire, con l’obiettivo di migliorare il servizio sanitario e, di conseguenza, la qualità della vita dei cittadini:

  1. Fisioterapista nei NOCC – Nuclei Ospedalieri di Continuità delle Cure
  2. Fisioterapista in farmacia
  3. Fisioterapista in Pronto Soccorso
  4. Riconoscimento delle competenze avanzate del fisioterapista

 

Gentili Candidate e Candidati,

le Elezioni Regionali rappresentano un’occasione per consentire l’espressione pubblica e motivata di una possibile visione del futuro da parte di enti, associazioni e altri attori del mondo socio-economico e dei servizi. Sono un momento privilegiato di presa di contatto con i possibili futuri decisori delle politiche per manifestare una visione su ciò che può migliorare la vita dei cittadini, secondo un’opinione, nel nostro caso, associativa professionale.
La nostra Associazione, che rappresenta i bisogni e i valori della Professione di Fisioterapista, auspica che la futura amministrazione della Regione Piemonte voglia impegnarsi a realizzare alcuni modelli che nel tempo abbiamo sviluppato o raccolto da altre Nazioni e Regioni come modelli di buone pratiche clinico-organizzative.

  1. Fisioterapista nei NOCC – Nuclei Ospedalieri di Continuità delle Cure
    Mira al miglioramento nell’assistenza di pazienti cronici o a rischio di cronicizzazione, che possono beneficiare del lavoro del fisioterapista per i loro bisogni di salute, in particolare per quanto riguarda le problematiche cardiache e respiratorie. Ad ogni episodio di riacutizzazione, dovuto anche all’assenza di una continuità nella cura non farmacologica delle loro patologie, corrisponde un aggravamento permanente del quadro funzionale, una riduzione delle aspettative di vita, un aggravio dei costi sanitari e sociali.
  2. Fisioterapista in farmacia
    L’applicazione del DM 16/12/2010, già operativo in alcuni ambiti, attua un avanzamento del Patto per la Salute 2014/2016, solo parzialmente realizzato in ambito territoriale. La collocazione di Fisioterapista, Infermiere … nel contesto della Farmacia dei Servizi, attua la “Medicina di Iniziativa”, elemento cardine di una sanità volta alla prevenzione delle patologie o delle conseguenze di situazioni di cronicità. La collocazione a fianco del Medico di Medicina Generale rappresenterebbe un modello di Sanità Leggera per una migliore diffusione sul territorio di professionalità cui il paziente spesso accede troppo in ritardo rispetto al manifestarsi della sua condizione di salute; inoltre fornirebbe un supporto all’elemento cardine del SSN territoriale, tipicamente italiano, il Medico di Famiglia, oggi in forte sofferenza per età media dei medici e prossima nota carenza per le quiescenze in pensionamento.
  3. Fisioterapista in Pronto Soccorso
    Realtà consolidata in molte organizzazioni sanitarie occidentali, anglosassoni in particolare, svolge il ruolo di presa in carico assistenziale di patologie ortopediche minori, NON acute, a basso impatto e con bisogni di salute semplici. L’eccesso di medicalizzazione, gli accessi inappropriati al PS, potrebbero trovare una risposta attiva del sistema rendendo il Fisioterapista un professionista di primo contatto analogamente a quanto avviene per l’attività dell’infermiere nel triage, considerato, ad esempio, che una delle prime spese dei sistemi sanitari è costituita dalle patologie muscoloscheletriche, in primo luogo il dolore lombare.
  4. Riconoscimento delle competenze avanzate del fisioterapista
    La formazione post base, accademica ed ECM, ha portato il Fisioterapista a sviluppare ambiti specialistici a elevato valore aggiunto (Flebolinfologico, Cardiorespiratorio, Pediatrico…) che faticano ad ottenere la necessaria valorizzazione organizzativa delle Aziende Sanitarie. Auspichiamo l’istituzione di ambulatori specialistici sia territoriali che nei Presidi Ospedalieri: la realizzazione di percorsi formativi complementari riconosciuti, ormai previsti nel CCNL, deve poter comportare una modernizzazione delle organizzazioni sanitarie ed anche un riconoscimento economico del professionista specialista.

In una Regione “anziana” come il Piemonte, esistono fasce di popolazione in condizioni di vulnerabilità potenziale e/o reale che potrebbero avvantaggiarsi di risposte ai bisogni di salute nuovi, perché difficilmente oggi questi bisogni trovano una precoce, efficace e duratura accoglienza assistenziale.
Non può più sfuggire alla politica il forte potenziale positivo di simili modelli, nel medio e lungo termine, considerato l’allargarsi delle condizioni di cronicità a seguito della riduzione della mortalità legata alle patologie acute e la costante tendenza alla insostenibilità di spese sanitarie non appropriate, spesso legate all’utilizzo di personale sanitario iper specializzato e sovra esperto per compiti assistenziali minori.
Siamo ormai certi che le nostre proposte, estendibili come modello ad altre professioni sanitarie,
abbiano grandi potenzialità di migliorare l’efficacia e l’efficienza del nostro Sistema Sanitario
Regionale.

Cordiali saluti,
Direzione Regionale di AIFi Piemonte e Valle d’Aosta

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