Le connessioni che intercorrono tra neuroscienze e riabilitazione dal 2013 hanno il loro punto di riferimento nell’AIFI e, precisamente, nel GIS Neuroscienze, il Gruppo di Interesse Specialistico nato dall’esigenza e dall’ambizione di costruire progetti di studio, di approfondimento e di formazione attraverso il contributo delle neuroscienze, campo disciplinare che ha reso disponibili più solidi razionali all’intervento riabilitativo.

Oggi il Gruppo raccoglie più di 800 fisioterapisti da tutta Italia, “un numero che testimonia l’attenzione alla materia e che ci sprona a promuovere una partecipazione ancora più ampia” ci racconta il presidente Maurizio Petrarca in un’intervista che indaga la strada percorsa e i prossimi obiettivi del GIS, obiettivi per i quali c’è bisogno anche del tuo contributo: clicca qui per iscriverti al GIS Neuroscienze.

Sulla base di quali esigenze è nato il GIS Neuroscienze? 

La riabilitazione si muove sempre più verso un processo all’interno del quale i progressi scientifici sono chiamati ad interfacciarsi con la pratica clinica: ciò rende indispensabile l’esistenza di un nuovo punto di riferimento, fortemente sentito da tutti i colleghi che focalizzano la loro carriera in questo affascinante ambito, in forte e velocissima evoluzione. È da queste considerazioni che, dopo l’esperienza del GIS Neurologia, nel 2013 è nato il GIS Neuroscienza, orientando il nome sull’esigenza di crescita scientifica della nostra professione. 

Qual è il tuo ricordo legato alla nascita del GIS? 

A Trieste, durante la fase di costituzione del GIS, ho incontrato una collega che ho scoperto aver sposato un mio carissimo compagno di corso universitario. Ho scoperto inoltre che tale collega attualmente lavora nell’Ospedale romano dove ho fatto i primi passi come ricercatore introducendo tecnologie per l’analisi del movimento e per il biofeedback computerizzato. Alcuni cerchi a volte si chiudono regalandoci piacevoli emozioni e ricordi. Vecchie e nuove amicizie e legami si sono rinsaldati o costituiti da allora durante questo percorso. La scienza è sicuramente rigore ma non dobbiamo dimenticare che oggi da soli non si procede. Siamo entrati nel mondo della complessità e la complessità si affronta costruendo squadre, gestendo la conflittualità e convogliandola verso una competizione costruttiva. Mantenere la giusta empatia e la propensione al dialogo anche dove mentalità, cultura e obiettivi divergono è indispensabile per affrontare la complessità che ci aspetta.

Quali sono i principali traguardi raggiunti in questi anni?

Il GIS ha iniziato le sue prime attività con l’obiettivo di connettere neuroscienze e fisioterapia riaprendo un dibattito culturale su ciò che in passato si è mostrato essere motore trainante nel nostro settore. La sfida quindi consisteva nel recuperare la cultura passata e arricchirla delle nuove conoscenze e prospettive. La rivoluzione tecnologica degli ultimi 30 anni ha cambiato il mondo delle conoscenze non solo in termini di spiegazioni possibili della realtà, ma anche nel modo con cui si costruiscono modelli e percorsi con cui interagire con essa; basti pensare ai processi di informatizzazione e automazione.
Al GIS va il merito di essere riuscito a riattivare una riflessione collettiva sul tema, anche a livello internazionale, introducendo ricercatori che hanno contribuito all’arricchimento delle conoscenze con importanti implicazioni fisioterapiche. Tra questi, il fondatore e direttore del Laboratorio sulla Percezione e Azione del College de France Alain Berthoz o Mindy Levin, collega della McGill University, nonché leader mondiale nello studio e trattamento della spasticità e del recupero motorio in ambito neurologico e co-autrice del più solido modello sul controllo motorio attualmente disponibile.

Quali sono i prossimi obiettivi?

Un obiettivo indispensabile in tale ambito è allargare la squadra per incrementare le capacità di ampliamento e diffusione del dibattito scientifico, con un occhio alla nostra cultura ma ampia apertura al dibattito internazionale. Il GIS NEUROSCIENZE è membro INPA e Andrea Turolla è nel board. Questa esigenza ben si sposa con l’esigenza della nuova ATS di mantenere una diffusione territoriale. Quindi il primo obiettivo è di avviare la coordinazione dei Referenti Regionali che sono stati selezionati con un bando pubblico principalmente sulle loro competenze sia in ambito formative che scientifico. 

Quali sono i progetti in corso al momento?

Vogliamo creare insieme alla nuova ATS e con i referenti regionali una fucina di idee e competenze per affrontare la definizione di ambiti scientifici e quindi di intervento della fisioterapia intesa come scienza emergente. Ci avviamo a ratificare lo statuto tra i più articolati nell’universo delle società scientifiche, che rispecchia l’altezza delle ambizioni del fisioterapista. Per questo, c’è bisogno di adeguare e condividere l’impianto teorico e scientifico con la nuova ATS come società di riferimento. Per rispondere a questa sifda, abbiamo bisogno delle competenze e del contributo di tutti, perché la scienza non è verità ma un insieme di possibili e aggiornate spiegazioni, della relazione terapeutica e dei principi di recupero funzionale nel nostro caso.

Un obiettivo per i quali è necessario l’impegno di tutti. Una chiamata alle armi per i fisioterapisti non ancora iscritti?

Se vogliamo che la Fisioterapia cresca dobbiamo pensare ad una società attiva, a un modello bottom-up. Quindi colleghi iscrivetevi e scriviamo insieme le nuove pagine della nostra professione. Quando la mia generazione ha iniziato la professione non vi era possibilità di intraprendere carriere universitarie né dottorati di ricerca, né di attingere a fondi di ricerca. Eppure qualcuno della mia generazione è riuscito a conseguire un dottorato di ricerca, a vincere progetti di ricerca italiani ed europei e a diventare Professore universitario. Giovani e meno giovani hanno nuove possibilità, i progressi di questi anni hanno dischiuso potenzialità prima inimmaginabili, grazie ad un lavoro corale compiuto da molti in ambiti diversi tutti uniti da una comune passione per la professione intrapresa. Abbiamo ora la possibilità di raggiungere mete prima inaccessibili e di scrivere parti della nuova scienza. Non si procede con le rivendicazioni, ma si procede occupando spazi con la forza delle competenze: non cis sono alternative, insomma: applicatevi e partecipate alla scrittura del nostro futuro iscrivendovi al GIS Neuroscienza!

Per conseguire al meglio questi obiettivi c’è bisogno anche della tua partecipazione: diventa parte del gruppo: vai al sito dedicato per iscriverti al GIS Neuroscienze: gisneuroscienze.it e segui il gruppo su Facebook.

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