Diffusione del Covid-19 e fisioterapisti: una survey per fotografare la situazione

Alla data del 27 aprile si stima che circa 20.618 professionisti sanitari siano stati contagiati dal Covid-19: si tratta del 10% del totale dei contagi in Italia. Al momento, però, non si conosce l’impatto tra i fisioterapisti, motivo per cui il Comitato Scientifico di AIFI promuove una survey a livello nazionale per fotografare la situazione tra la categoria. Compila la survey e condividila con i tuoi colleghi!

Le indicazioni e gli strumenti a supporto della professione

  • Le raccomandazioni della Federazione Nazionale degli Ordini TSRM (aggiornamento del 21/05/2020)
    Una guida in 25 pagine e 8 allegati redatte dal gruppo GReSS della Federazione Nazionale degli Ordini TSRM con il contributo di due tecnici della prevenzione, pensata come strumento pratico e completo al servizio dei fisioterapisti liberi professionisti alle prese con la riapertura dell’attività. Scarica la guida della Federazione Nazionale degli Ordini TSRM
  • Riabilitazione in acqua e Covid-19: il documento congiunto AIFI e ANIK (aggiornamento del 06/05/2020)
    Triage, dpi, sanificazione e rimodulazione degli spazi: in un documento congiunto l’AIFI e l’ANIK (Associazione Nazionale Idrokinesiterapisti) raccolgono le indicazioni ad hoc da seguire per le attività di riabilitazione svolte in acqua nelle piscine e vasche degli ambienti riabilitativi. Scarica il documento dal sito di AIFI Nazionale.
  • Fase 2 e DPCM 26/04/2020: i chiarimenti dell’AIFI Nazionale (aggiornamento del 27/04/2020)
    A seguito della conferenza stampa di Giuseppe Conte di domenica 26/04/2020 e della divulgazione del testo del DPCM 26/04/2020, l’AIFI nazionale risponde ad alcune questioni diffuse tra i fisioterapisti:
    – le attività sanitarie, ricomprese nel codice ATECO 86 (che include anche quelle fisioterapiche cod. 86.90.21), non sono mai state sospese; è stata indicata la necessità di rimodulazione delle attività in presenza alle sole condizioni improcrastinabili per responsabile contributo alle strategie di contenimento dell’epidemia (N.B.: in alcune regioni questa modalità permane obbligatoria ed è definita da ordinanze specifiche). Il nuovo DPCM, inoltre, sottolinea ancora l’orientamento a effettuare a distanza ogni attività possibile;
    – le attività che potranno riaprire dal 1° giugno nulla hanno a che vedere con quelle sanitarie;
    – dal 4 maggio continueranno ad essere consentiti in ambito regionale solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità (come la ricongiunzione al coniuge o la visita ai genitori) o motivi di salute; sono consentiti gli spostamenti tra regioni diverse per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o motivi di salute, nonché il rientro presso il proprio domicilio.
    Rimangono quindi invariate tutte le indicazioni (che vanno modulate con eventuali ordinanze regionali/locali) riportate nel documento congiunto AIFI – CdA dei Fisioterapisti “aggiornamento della nota sulla rimodulazione degli interventi fisioterapici nell’emergenza COVID” del 20/04/2020”, reperibile a questo indirizzo e che invitiamo tutti a leggere con la dovuta attenzione.
  • Pazienti post Covid-19 e riabilitazione: la proposta dell’AIFI Lombardia e di ARIR (aggiornamento del 24/04/2020)
    Affinché sia possibile assicurare agli ex pazienti Covid-19 un ritorno alla vita normale è necessario che al momento della dimissione si possa fare affidamento su fisioterapisti, con l’obiettivo di individuare il miglior percorso riabilitativo in base alle specifiche esigenze. Ecco la proposta firmata da AIFI Lombardia e da ARIR sottoposta all’Assessorato lombardo. Leggi la news sul sito dell’AIFI nazionale
  • Le indicazioni per i fisioterapisti redatte a livello nazionale (aggiornamento del 20/04/2020)
    Uno strumento a supporto della professione di
    fisioterapista in questo periodo di emergenza condiviso a livello nazionale, grazie a un documento redatto dall’AIFI nazionale e dalle Commissioni d’Albo degli Ordini TSRM. In 30 pagine e 6 allegati si condensano le risposte alle questioni più diffuse in tema professione e Covid, anche attraverso l’ausilio a schemi esplicativi e rimandi alle pagine ministeriali di riferimento. Vai al documento sul sito dell’AIFI Nazionale.
  • Le indicazioni per i fisioterapisti redatte a livello regionale (aggiornamento del 14/04/2020)
    Le indicazioni a cura della Commissione d’Albo Fisioterapisti dell’Ordine TSRM di Torino, Aosta Alessandria e Aosta dedicate al comportamento che i fisioterapisti devono adottare in fase di emergenza Covid: DPI, concetto di improcrastinabilità dell’intervento, misure in base alla fase del paziente Covid-19, supporto alle attività logistiche e corsi di formazione online dedicati al tema. Scarica le indicazioni della Commissione d’Albo dell’Ordine.
  • Le indicazioni per la fisioterapia respiratoria in pazienti con infezione da Covid-19 (aggiornamento del 16/03/2020)
    Le indicazioni per la fisioterapia respiratoria in pazienti con infezione da Covid-19 sono raccolte in un unico documento a cura di ARIR (Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria) in collaborazione con AIFI. Tra gli approfondimenti, la prevenzione delle complicanze, le procedure a rischio di contaminazione, le procedure da non applicare in fase acuta, i DPI e le misure per la prevenzione e il controllo delle infezioni. Scarica il documento per la fisioterapia respiratoria Covid-19 di ARIR e AIFI.
  • Nota congiunta AIFI – Commissioni d’Albo (aggiornamento del 12/03/2020)
    In considerazione della dichiarazione di pandemia dell’OMS, del DPCM 11/03/20 e vista l’assoluta e primaria necessità di invertire la curva di contagio, pur in assenza di indicazioni specifiche dalle autorità competenti l’AIFI Nazionale e le Commissioni d’Albo dei Fisioterapisti degli Ordini TSRM propongono con una nota congiunta di:
    1. sospendere tutti i trattamenti di fisioterapia in presenza per tutto il periodo identificato dal DPCM 11/03/20 ad esclusione della fisioterapia respiratoria nei setting di ricovero e delle rieducazioni negli esiti recenti di interventi chirurgici, nei traumi con fratture e la fase immediatamente post acuta di patologie invalidanti cardiache e neurologiche (infarto, ictus, ecc) (con opportuni dispositivi di protezione individuale a causa della impossibilità di mantenere distanza inferiore di 1,5 metri);
    trasformare in modalità a distanza tutto ciò che è possibile, adottando a titolo di esempio, consulenze telefoniche o via webcam per disfunzioni di vario genere o monitoraggio di percorsi già avviati con esercizi che possono temporaneamente essere autogestiti dal paziente o dal care-giver;
    3. tra due settimane rivalutare la possibilità, in relazione dell’evoluzione del quadro epidemiologico, di reintrodurre alcune situazioni di contatto (con opportuni dispositivi a causa della distanza inferiore di 1,5 metri) solo in situazioni che richiedano urgente e indifferibile contatto e che potrebbero evolvere negativamente per ipomobilità, non uso appreso, disfunzioni respiratorie nonché per i fattori contestuali.
    Scarica la nota congiunta dell’AIFI e delle Commissioni d’Albo
  • Fisioterapisti e lunghi di lavoro: chi chiude? (Aggiornamento dell’11/03/2020)
    In assenza di indicazioni governative su ogni caso di specie bisogna adottare e attenersi, ovunque, alle indicazioni generali, comprese quelle contenute nell’ultimo DPCM. In ambito sanitario, stante l’attuale situazione, la suddivisione tra pubblico e privato è irrilevante: ciò che è previsto per la sanità pubblica vale anche per quella privata. In quest’ultima, i diritti soggettivi, anche quelli economici, sono subordinati agli interessi di sanità pubblica. Pertanto, prima che professionisti o datori di lavoro privati, i fisioterapisti devono pensarsi per quel che sono in termini più generali: professionisti sanitari tout court e, prima ancora, cittadini e individui ai quali si riferiscono le disposizioni governative. Un ulteriore ed essenziale metro di valutazione e decisione è l’improcrastinabilità degli interventi: se possono essere rimandati senza che la cosa determini un significativo detrimento per la salute, vanno rimandati. Ciò non toglie che il fisioterapista possa lavorare “a distanza”, sostenendo determinate categorie di pazienti attraverso video, mail, telefono. Nel caso gli interventi fossero improcrastinabili, secondo il DPCM 11 marzo 2020, art 1/7/d, è necessario assumere protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale. Per gli spostamenti è necessaria l’autocertificazione scaricabile dal sito del Ministero dell’Interno (direttiva 2/A).
  • Il vademecum dell’AIFI per i fisioterapisti (aggiornamento del 10/03/2020)
    Vista la rapida evoluzione dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, l’AIFI ha predisposto e pubblicato un vademecum operativo che raccoglie le indicazioni specifiche per l’espletamento delle attività professionali di fisioterapista, con l’obiettivo di tutelare al massimo la salute di pazienti, dei professionisti e di tutti coloro che anche in questi giorni devono fruire degli spazi fisioterapici.In sei pagine, si raccolgono tutte le regole necessarie per ridurre il più possibile le probabilità di diffusione e contagio in base alla eterogeneità dei luoghi di lavoro del fisioterapista, che spaziano dall’ambulatorio al domicilio dei pazienti. La mobilità di professionisti e pazienti, le indicazioni generali per l’intervento fisioterapico, la sensibilità con cui ora occorre misurare il concetto di improcrastinabilità della prestazione, le misure preventive da assumere nei confronti dei pazienti più a rischio, la gestione degli spazi e degli ambienti e le precauzioni da adottare durante la seduta di terapia sono tra le questioni che vengono affrontati nel vademecum. Scarica il vademecum condividendolo con in tuoi colleghi, per garantire la capillarità delle misure preventive da parte della professione (clicca qui).

Le guide per i cittadini

  • Il rischio caduta nel paziente geriatrico: una guida alla prevenzione a cura del GIS AIFI Fisioterapia Geriatrica
    In questo periodo di emergenza sanitaria la popolazione anziana è ancora più esposta ai rischi correlati alla riduzione del movimento, come il rischio di caduta. Per stimolare la persona anziana a muoversi in sicurezza, soprattutto nell’ambito domestico, il GIS di Fisioterapia Geriatrica AIFI ha stilato un manifesto di raccomandazioni, con una parte dedicata alle persone Over 65 autosufficienti, e un’altra rivolta ai Caregivers che assistono persone anziane con disabilità. Vai alla pagina dedicata pubblicata sul sito dell’AIFI Nazionale.
  • Smart working e dolore cervicale: la guida di sopravvivenza del GIS AIFI di Terapia manuale
    Il GIS AIFI di Terapia manuale ha redatto una guida di sopravvivenza per combattere i dolori al collo che possono insorgere in seguito allo smart working: 10 regole d’oro per contrastare le innumerevoli ore trascorse davanti a postazioni casalinghe di lavoro, spesso improvvisate. Vai alla pagina dedicata
  • Stare a casa non significa stare fermi: la brochure di AUSL e AIFI Piemonte e Valle d’Aosta (aggiornamento del 23/04/2020)
    Per aiutare i cittadini in quarantena, l’azienda USL e l’AIFI Piemonte e Valle d’Aosta hanno raccolto in una brochure i consigli utili in tema attività fisica a domicilio. Scarica la brochure.

Formazione e approfondimenti

  • I corsi FAD in tema Coronavirus (aggiornamento del 21/04/2020)
    Per conoscere tutti corsi FAD in tema Covid-19, vai alla pagina dedicata all’interno del nostro catalogo.
  • The Lancet (aggiornamento del 26/02/2020)
    Sul settimanale scientifico The Lancet sono raccolti una serie di articoli dedicati all’impatto fisico e psichico dovuto alla quarantena e alle possibili strategie per superarlo; un utile strumento per tutti i fisioterapisti che si trovano nella situazione di dover supportare i propri pazienti a distanza. Leggi l’articolo su www.thelancet.com.

 

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