Axillary Web Syndrome: è questo il tema che il neo-laureato Salvatore Scaduto dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale ha approfondito attraverso la sua tesi “Incidenza e fattori predittivi di Axillary Web Syndrome in donne operate per carcinoma mammario: studio retrospettivo di coorte”, aggiudicandosi la selezione a finalista del contest Miglior Tesi, insieme ai colleghi Simone Bionda e Marco Bordino.

Sabato 6 giugno alle ore 9.30 i tre neo-laureati racconteranno i loro lavori in live streaming, nella cornice dell’assemblea annuale dei soci; a decretare a quale delle tre tesi spetti il titolo di Miglior Tesi AA 2019/20 saranno proprio i soci connessi da casa!
Per partecipare ed esprimere la tua preferenza compila l’apposito form (clicca qui per registrarti) e assicurati di essere socio AIFI 2020 (clicca qui per diventare socio dell’AIFI).

Intanto, grazie alla sua intervista Salvatore Scaduto ci offre una panoramica sull’Axillary Web Syndrome e sull’esperienza legata al lavoro di tesi. Buona lettura!

Qual è il tema della tua tesi e perché ti ha appassionato? 

La mia tesi è di interesse oncologico e tratta l’Axillary Web Syndrome, una complicanza post-intervento chirurgico in donne operate per carcinoma mammario. L’AWS consiste nella comparsa di uno o più cordoni sottocutanei palpabili o visibili a livello dell’arto superiore omolaterale all’intervento chirurgico e può essere causa di un ROM – Range Of Motion – limitato di spalla, di dolore e di immobilità con conseguente riduzione della qualità della vita del paziente. Mi sono avvicinato al tema in seguito all’insorgere di un caso analogo in famiglia, motivo per il quale durante il periodo di tirocinio svolto in riabilitazione oncologica presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Maggiore della Carità – Ospedale San Giuliano, Novara – ho colto la possibilità di seguire pazienti con questa patologia e di fare ricerca su un campione considerevole di soggetti, dando il via a questo studio.

Secondo te, che rilevanza ha questo ambito per la professione?

Secondo il mio punto di vista, nel momento in cui il vero tema è la salute e il benessere psico-fisico della persona, non esiste un ambito più o meno rilevante. Qualsiasi tema assume la stessa rilevanza. Credo si tratti più di un fattore soggettivo, in quanto essendo la nostra una professione che spazia in numerosissimi ambiti, ognuno di noi può essere maggiormente indirizzato verso un ambito neurologico, ortopedico piuttosto che oncologico o perineale.

Quali sono i benefici che uno sviluppo sul tema potrebbe implicare per la comunità? E quali sono i tasselli indispensabili perché questo possa accadere?

Il carcinoma mammario ha registrato un aumento di nuove diagnosi ogni anno e l’Axillary Web Syndrome sembra essere una complicanza strettamente correlata agli interventi eseguiti per questa patologia. Stiamo parlando di una complicanza relativamente recente e con una scarsa letteratura in termini sia quantitativi che qualitativi e questo studio nasce dalla necessità e dalla volontà di contribuire alla conoscenza di AWS; si tratta di una patologia descritta per la prima volta in letteratura nel 2001 e la sua eziologia, i suoi fattori di rischio, la sua fisiopatologia e il suo impatto su qualità della vita, parametri funzionali e di forza non sono stati ancora del tutto chiariti. Pertanto sarebbero utili ulteriori studi prospettici per supportare i risultati ottenuti da questo lavoro e credo che i tasselli indispensabili siano la ricerca, motivo per il quale questo studio non è stato sospeso.

Concluso questo capitolo universitario, quali sono i tuoi progetti?

Sicuramente iniziare a fare esperienza: la voglia di mettersi in gioco e di conoscenza è tanta. Nel mentre cercherò il più possibile di formarmi in modo da poter avere la possibilità di offrire al meglio il mio contributo a tutte le persone che necessitano del nostro intervento.

 

La tesi di Salvatore Scaduto e degli altri due finalisti Simone Bionda e Marco Bordino sono state selezionate in cieco grazie allo scrupoloso lavoro di squadra di ben 25 valutatori capitanati dalle organizzatrici Greta Rosa e Chiara Liguori: Maria Assunta Alfero, Sabrina Altavilla, Katia Bartucci, Fabio Bernini, Manuela Bianco, Franco Biancofiore, Luciano Braghin, Gabriella Carpanese, Ersilia Di Concilio, Patrizia Fornara, Stefano Fortunato, Viviana Gaggio, Denise Janin, Irene Logozzo, Francesco Maiorano, Marco Minchillo, Gian Maria Monchiero, Renato Petiti, Leonardo Piano, Paola Pirocca, Giorgio Razzini, Alessandra Rubagotti, Elena Rubin, Simone Secci, Cinzia Vaisitti.