Statuto 2018 Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Piemonte Valle d’Aosta

con valida registrazione del 28/02/2019 -Num. 1200 approvato nell’Assemblea del 03/07/2018

CAPO I | PRINCIPI GENERALI E SOCI

ART. 1 | DELLA COSTITUZIONE E DELLE NORME FONDAMENTALI

1. L’Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione Regione Piemonte Valle d’Aosta (detta brevemente A.I.T.R. Piemonte Valle d’Aosta) costituita l’anno millenovecentonovantasei il giorno quattro aprile, in Torino, corso Sicilia n. 35 presso lo studio del notaio Restivo, in Torino, a partire dal giorno 12/11/2002 cambia la propria denominazione in “Associazione Italiana Fisioterapisti-Regione Piemonte Valle D’Aosta” (A.I.FI.- Piemonte Valle d’Aosta) (di seguito denominata “Associazione regionale”).
L’A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta utilizza come simbolo il logo riconosciuto e adottato dall’Associazione Italiana Fisioterapisti (A.I.FI.), con l’inserimento della scritta “A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta” sotto il logo.

2. L’A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta, che ha sede in Torino, corso Francia 46, è Associazione di rilevanza regionale di categoria dei “Fisioterapisti”, così come definiti dal D.M. n. 741 del 14 settembre 1994 e dalle successive norme relative al suddetto profilo professionale. I Fisioterapisti sono i professionisti sanitari che, in possesso del titolo abilitante di laurea o di diploma universitario, o di altro titolo equipollente o riconosciuto equivalente ai sensi della normativa vigente, svolgono in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita, in regime di libera professione o di dipendenza da strutture sanitarie pubbliche e private. L’Associazione regionale aderisce, tramite l’A.I.FI. Nazionale, alla World Confederation for Physical Therapy (WCPT) o ad altre associazioni internazionali aventi medesimi scopi.

ART. 1 | DELLA COSTITUZIONE E DELLE NORME FONDAMENTALI

1. L’Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione Regione Piemonte Valle d’Aosta (detta brevemente A.I.T.R. Piemonte Valle d’Aosta) costituita l’anno millenovecentonovantasei il giorno quattro aprile, in Torino, corso Sicilia n. 35 presso lo studio del notaio Restivo, in Torino, a partire dal giorno 12/11/2002 cambia la propria denominazione in “Associazione Italiana Fisioterapisti-Regione Piemonte Valle D’Aosta” (A.I.FI.- Piemonte Valle d’Aosta) (di seguito denominata “Associazione regionale”).

L’A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta utilizza come simbolo il logo riconosciuto e adottato dall’Associazione Italiana Fisioterapisti (A.I.FI.), con l’inserimento della scritta “A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta” sotto il logo.

2. L’A.I.FI. Piemonte Valle d’Aosta, che ha sede in Torino, corso Francia 46, è Associazione di rilevanza regionale di categoria dei “Fisioterapisti”, così come definiti dal D.M. n. 741 del 14 settembre 1994 e dalle successive norme relative al suddetto profilo professionale. I Fisioterapisti sono i professionisti sanitari che, in possesso del titolo abilitante di laurea o di diploma universitario, o di altro titolo equipollente o riconosciuto equivalente ai sensi della normativa vigente, svolgono in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita, in regime di libera professione o di dipendenza da strutture sanitarie pubbliche e private. L’Associazione regionale aderisce, tramite l’A.I.FI. Nazionale, alla World Confederation for Physical Therapy (WCPT) o ad altre associazioni internazionali aventi medesimi scopi.

3. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta aderisce con obbligo di appartenenza all’Associazione Italiana Fisioterapisti detta brevemente A.I.FI., (precedentemente nominata A.I.T.R., costituita a Roma l’8 giugno 1959), rappresentandone l’articolazione regionale per la Regione Piemonte Valle d’Aosta, così come previsto all’art. 18 dello Statuto Nazionale.

4. L’attività dell’ A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta è regolata dalle norme del presente Statuto nonché dalle fonti in esso indicate e dalle deliberazioni degli Organi associativi adottate in conformità di dette norme.

5. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta uniforma le previsioni dell’atto costitutivo, dello statuto e dei regolamenti alle disposizioni contenute nello Statuto Nazionale, in quanto applicabili.

6. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta non ha fini di lucro, non svolge né direttamente né indirettamente, attività imprenditoriale né sindacale.

7. È fatto divieto per l’Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Tutti i proventi, ricavi, rendite ed entrate sono destinati al perseguimento delle finalità associative. Ad essi si applicano le previsioni di cui all’art. 8 del D.Lgs n° 117/2017.

7a. Essa è un ente non commerciale dotata di autonomia gestionale e patrimoniale nell’ambito della regione Piemonte Valle d’Aosta, che opera nel rispetto degli indirizzi e dei programmi deliberati dagli Organi Nazionali e Regionali.

8. È fatto obbligo per l’Associazione regionale di devolvere il patrimonio sociale, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad A.I.F.I. Nazionale o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 45 del D.lgs 117/2017 salva diversa destinazione imposta dalla legge. Si applicano comunque le limitazioni previste dall’art. 8 del D.Lgs 117/2017.

9. La durata dell’ A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta è illimitata.

10. È stabilita per l’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta l’intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte.

11. Non è prevista la rivalutabilità della quota o contributo associativo.

12. Norme particolari inerenti alla convocazione ed al funzionamento degli Organi dell’Associazione, nonché tutti gli aspetti dell’attività associativa non espressamente disciplinati dallo Statuto, saranno oggetto di appositi regolamenti deliberati dalla Direzione Regionale, secondo le disposizioni di cui all’articolo 21 del presente Statuto.

ART. 2 | SCOPI

L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta aderisce con obbligo di appartenenza all’Associazione Italiana Fisioterapisti detta brevemente A.I.FI., (precedentemente nominata A.I.T.R., costituita a Roma l’8 giugno 1959), rappresentandone l’articolazione regionale per la Regione Piemonte Valle d’Aosta, così come previsto all’art. 18 dello Statuto Nazionale.

4. L’attività dell’ A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta è regolata dalle norme del presente Statuto nonché dalle fonti in esso indicate e dalle deliberazioni degli Organi associativi adottate in conformità di dette norme.

5. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta uniforma le previsioni dell’atto costitutivo, dello statuto e dei regolamenti alle disposizioni contenute nello Statuto Nazionale, in quanto applicabili.

6. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta non ha fini di lucro, non svolge né direttamente né indirettamente, attività imprenditoriale né sindacale.

7. È fatto divieto per l’Associazione di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Tutti i proventi, ricavi, rendite ed entrate sono destinati al perseguimento delle finalità associative. Ad essi si applicano le previsioni di cui all’art. 8 del D.Lgs n° 117/2017.

7a. Essa è un ente non commerciale dotata di autonomia gestionale e patrimoniale nell’ambito della regione Piemonte Valle d’Aosta, che opera nel rispetto degli indirizzi e dei programmi deliberati dagli Organi Nazionali e Regionali.

8. È fatto obbligo per l’Associazione regionale di devolvere il patrimonio sociale, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad A.I.F.I. Nazionale o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 45 del D.lgs 117/2017 salva diversa destinazione imposta dalla legge. Si applicano comunque le limitazioni previste dall’art. 8 del D.Lgs 117/2017.

9. La durata dell’ A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta è illimitata.

10. È stabilita per l’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta l’intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte.

11. Non è prevista la rivalutabilità della quota o contributo associativo.

12. Norme particolari inerenti alla convocazione ed al funzionamento degli Organi dell’Associazione, nonché tutti gli aspetti dell’attività associativa non espressamente disciplinati dallo Statuto, saranno oggetto di appositi regolamenti deliberati dalla Direzione Regionale, secondo le disposizioni di cui all’articolo 21 del presente Statuto.

ART. 2 | SCOPI

1. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta si propone di rappresentare, tutelare e promuovere la categoria dei fisioterapisti nella Regione Piemonte Valle d’Aosta, coniugare gli interessi dei suoi membri con i bisogni della comunità e sviluppare la conoscenza e l’approfondimento scientifico della professione, incluse la pratica professionale, la formazione e la ricerca.

2. Ai predetti fini l’Associazione si propone di svolgere le seguenti attività:

a. definire e promuovere principi etici e deontologici, che siano vincolanti per gli associati e riferimento per tutti i fisioterapisti, garantendo e vigilando sul loro rispetto;
b. affermare e sviluppare il ruolo e le competenze professionali del fisioterapista nei processi di prevenzione, valutazione, intervento e di mantenimento, relativi a menomazioni, limitazioni funzionali e disabilità;
c. definire, mantenere e promuovere standard e linee guida per l’esercizio professionale ai fini del miglioramento continuo dello stato di salute/benessere della collettività;
d. sviluppare la formazione in riabilitazione e migliorare le conoscenze scientifiche, professionali e culturali degli associati e in genere dei fisioterapisti; a tal fine, l’Associazione può promuovere la pubblicazione di opere e di editoriali a carattere scientifico e divulgativo nelle materie di competenza, promuovere e collaborare con i mass media per la diffusione di una corretta informazione sulle tematiche della riabilitazione;
e. intervenire, a tutti i livelli, nella definizione e nella adozione delle politiche di settore che abbiano ricadute dirette e indirette sulla professione;
f. promuovere e collaborare con il Ministero della Salute, le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano, le aziende sanitarie, gli altri organismi e istituzioni sanitarie pubbliche e con le associazioni dei cittadini per la tutela della salute anche perseguendo legalmente ogni forma di esercizio abusivo della professione;
g. tutelare e implementare il rispetto del codice deontologico da parte dei professionisti, nei vari contesti operativi o regimi contrattuali (libera professione o alla dipendenza di terzi soggetti);
h. promuovere gli atti necessari per addivenire ad una struttura associativa a carattere federativo.

ART. 3 | DEI LIVELLI ASSOCIATIVI TERRITORIALI

1. L’ambito regionale coincide con il territorio delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta di riferimento.
Nei casi in cui le dimensioni e/o il bacino di utenza delle Regioni siano particolarmente limitati o comunque su richiesta di due o più AIFI regionali, su autorizzazione della direzione nazionale, l’AIFI Piemonte Valle d’Aosta può fondersi con altre associazioni regionali AIFI per formare un’articolazione territoriale interregionale. In questo caso, tutti i riferimenti statutari in cui venga indicata la regione, si intendono come interregionali.
2. La Direzione Regionale può definire una specifica articolazione interna, in considerazione delle specifiche realtà territoriali. Tale organizzazione sarà normata da apposito regolamento.
3. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta ha autonomia giuridica, economica e finanziaria ed è organizzata secondo le norme previste dallo statuto Nazionale.
4. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta persegue le finalità indicate nello statuto Nazionale, nel proprio ambito di riferimento. I rapporti tra il livello Nazionale e quello Regionale sono disciplinati nel capo II dello statuto Nazionale.

ART. 4 | DEI PROVENTI

1. I proventi dell’AIFI Piemonte Valle d’Aosta sono rappresentati dalle quote associative, ordinarie o straordinarie, dai contributi di enti pubblici o privati e da eventuali donazioni, eredità e lasciti testamentari, che siano accettati dalla Direzione Regionale e non contrastino in alcun modo con gli scopi dell’Associazione né siano di ostacolo all’indipendenza o all’autonomia della sua gestione, né possano configurare conflitto di interesse con il Servizio Sanitario Nazionale, anche se forniti attraverso soggetti collegati.

1 bis. I beni e i proventi di cui al comma 1 del presente articolo costituiscono il fondo comune dell’Associazione e non possono essere restituiti o distribuiti.

2. L’importo della quota associativa relativa ad ogni anno solare sarà stabilito, dalla Direzione Nazionale che ne determinerà, altresì, la percentuale di competenza del livello centrale. La Direzione Regionale può deliberare l’incremento della quota associativa ai sensi dall’art. 19 comma 2 dello Statuto nazionale A.I.FI.

3. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta fornisce supporto territoriale, attenendosi alle procedure definite da apposita delibera della Direzione Nazionale.

4. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta non esercita attività imprenditoriali né vi partecipa, salvo quelle necessarie per le attività di formazione continua.

5. Ulteriori proventi di AIFI Piemonte Valle d’Aosta possono derivare anche da rimborsi per spese amministrative sostenute.

ART. 5 | DEI SOCI

1. Sono Soci Ordinari coloro che:
a) siano in possesso dei titoli professionali indicati all’articolo 1;
b) abbiano presentato domanda di ammissione e la stessa sia stata accolta;
c) siano in regola con il versamento della quota associativa annuale;
d) esercitino la Professione in modo prevalente nell’ambito del territorio Regionale/interregionale ai sensi dell’art. 19 comma 1 dello Statuto Nazionale A.I.FI..

2. I Soci Ordinari hanno diritto di voto e capacità elettorale passiva, che esercitano secondo le modalità previste nel presente Statuto.

3. La Direzione Regionale provvede alla tenuta, aggiornamento annuale dell’elenco degli iscritti all’Associazione Regionale e collabora secondo le indicazioni ricevute al trattamento dei dati dei Soci.

4. L’Associazione riconosce come Sostenitori le persone fisiche e giuridiche, pubbliche o private, che ne supportino l’azione mediante aiuti e/o sovvenzioni a carattere periodico o, se una tantum, secondo le condizioni stabilite dalla Direzione Nazionale.

5. La Direzione Regionale AIFI Piemonte Valle d’Aosta può proporre alla Direzione Nazionale A.I.FI. la nomina di membri Onorari tra coloro che, per capacità, incarichi o cariche ricoperte, hanno reso all’Associazione servizi di particolare importanza, o che hanno raggiunto posizioni di indiscusso prestigio nel campo accademico e professionale e in ambito sociosanitario.

6. Sono partecipanti Studenti coloro che frequentano i corsi di Laurea in Fisioterapia riconosciuti in base alla normativa vigente.

7. I membri Sostenitori, Onorari e i partecipanti Studenti non hanno diritto di voto, né capacità elettorale. Essi non concorrono alla determinazione del numero degli iscritti utile ai fini del riconoscimento ministeriale di rappresentatività dell’ Associazione.

8. Lo status di membro Sostenitore e di membro Onorario non è incompatibile con lo status di Socio Ordinario: in tal caso il soggetto è titolare dei diritti di cui al comma 2 dell’articolo 5.

ART. 6 | DOVERI DEI SOCI E DEGLI ADERENTI

1. Tutti i Soci e gli aderenti sono tenuti al rispetto dello Statuto e delle deliberazioni degli Organi Associativi.

2. Tutti i Soci e gli aderenti, nello svolgimento della loro professione, sono tenuti ad osservare quanto statuito dal Codice Deontologico dell’Associazione, che, all’atto dell’iscrizione, essi riconoscono come vincolante.

3. È inoltre dovere di tutti i Soci Ordinari:
a) versare all’Associazione la quota di iscrizione annuale stabilita dagli organi associativi;
b) partecipare alla vita associativa;
c) curare l’aggiornamento professionale continuo ed obbligatorio; l’Associazione verifica, attraverso strumenti idonei, l’effettivo assolvimento di tale obbligo.

4. L’adesione all’Associazione ha validità annuale e coincide con l’esercizio sociale. I Soci Ordinari possono rinnovare la propria iscrizione mediante il versamento della quota associativa entro il 31 marzo dell’esercizio successivo, senza interruzione del rapporto.

5. La qualità di socio o di membro o partecipante è personale e intrasmissibile. In caso di recesso, il soggetto non ha diritto alla restituzione di quote o contributi associativi.

6. L’AIFI Piemonte Valle d’Aosta entro 30 giorni dal ricevimento della completa documentazione accetta o respinge le richieste d’iscrizione. In caso di diniego fornisce documentata motivazione.

ART. 7 | DELLA PERDITA DELLA QUALITÀ DI SOCIO ORDINARIO

1. La qualità di Socio si perde per morte, recesso, esclusione ed espulsione.

2. Costituisce motivo di espulsione la presentazione, all’atto della domanda di ammissione quale Socio Ordinario, di documenti o dichiarazioni false e la recidiva nella violazione di uno o più doveri stabiliti dall’articolo 6, commi 1 e 2.

3.Costituisce motivo di esclusione la perdita dei requisiti di cui all’articolo 5, comma 1 lettera a.

CAPO II | ORDINAMENTO

ART. 8 | ORGANI REGIONALI

1. Sono Organi Regionali:
a. L’Assemblea Regionale;
b. La Direzione Regionale;
c. Il Presidente Regionale;
d. Il Collegio Regionale Revisori dei Conti;
e. Il Collegio Regionale dei Probiviri.

2. È esclusa ogni forma di remunerazione delle cariche associative.

3. Tutti gli eletti o nominati negli organi associativi non devono aver subito sentenza di condanna passate in giudicato in relazione all’attività dell’Associazione. Essi rilasciano inoltre, preventivamente all’assunzione della carica, una dichiarazione attestante l’assenza di conflitti di interesse.

ART. 9 | ASSEMBLEA REGIONALE

1. All’Assemblea Regionale sono chiamati a partecipare tutti i Soci Ordinari, regolarmente iscritti.

2. L’ Assemblea Regionale annualmente:
a. delibera sugli obiettivi generali dell’Associazione Regionale;
b. Discute ed approva il bilancio consuntivo annuale e quello previsionale;
c. si pronuncia su qualunque questione posta ai voti
d. discute sulle relazioni presentate dal Presidente Regionale, dal vicepresidente, dal segretario e dal tesoriere;
e. delibera sulle modifiche allo Statuto Regionale proposte o dalla Direzione Regionale o da due terzi dei Soci, sullo scioglimento dell’Associazione Regionale e sulla devoluzione del patrimonio.

2 bis. L’Assemblea Regionale, di norma ogni tre anni entro il mese di giugno, è convocata come assemblea elettiva e:
a. elegge, tra i Soci Ordinari iscritti da almeno tre anni consecutivamente e che non abbiano subito sentenze di condanna passate in giudicato in relazione all’attività dell’Associazione, i membri elettivi (minimo 5 e in numero dispari) della Direzione Regionale e tra essi elegge il presidente Regionale;
b. elegge il Collegio Regionale dei Revisori dei Conti;
c. elegge il Collegio Regionale dei Probiviri
d. elegge, con la proporzionalità stabilita dallo statuto Nazionale, i delegati per il congresso Nazionale
e. discute le relazioni presentate dal Presidente Regionale uscente e dalle altre cariche della Direzione Regionale e si esprime su eventuali mozioni presentate.

3. L’Assemblea Regionale è convocata dal Presidente Regionale o, in sua vece, dalla maggioranza dei componenti della Direzione Regionale, mediante comunicazione a mezzo stampa associativa, e/o sito internet, e/o posta ordinaria, e/o fax, e/o posta elettronica; da pubblicare od inviarsi ai Soci Ordinari almeno 30 giorni prima della data di svolgimento.

4. La riunione è valida se, in prima convocazione, sono presenti i due terzi degli aventi diritto al voto, in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei partecipanti.

5. Le deliberazioni aventi ad oggetto le modifiche dello Statuto, lo scioglimento dell’Associazione e la conseguente devoluzione del patrimonio, devono essere preventivamente approvate dalla Direzione Regionale e devono essere accompagnate da una relazione tecnica da parte del Collegio Regionale dei Probiviri. Il quorum richiesto è il voto favorevole dei tre quarti dei soci presenti.

6. L’ufficio di Presidenza dell’Assemblea Regionale è costituito dal Presidente e da un Segretario e, se elettiva, anche da due Questori, eletti tra i congressisti. Tali funzioni sono incompatibili con le candidature per gli organi associativi.

7. Le deliberazioni non elettive sono adottate per alzata di mano o per appello nominale o per scrutinio segreto, a maggioranza dei voti rappresentati. Non è consentito il voto per delega.

8. Le elezioni degli organi e le deliberazioni sulle persone sono fatte a scrutinio segreto.

9. È possibile il voto attraverso strumenti elettronici che garantiscano la sicurezza e la segretezza del voto.

ART. 10 | ASSEMBLEA STRAORDINARIA

1. L’Assemblea Straordinaria può essere richiesta e convocata, con le stesse modalità dell’articolo 9 comma 3:
a. dal Collegio Regionale dei Revisori dei Conti, qualora sussistano gravi inadempienze di carattere amministativo e gestionale;
b. dalla maggioranza dei componenti della Direzione Regionale;
c. da almeno la metà più uno dei Soci ordinari.

2: I termini per la convocazione sono ridotti a 20 giorni, La mancata convocazione nei termini e nelle modalità indicate costituirà motivo di commissariamento della Regione (Art,18 comma 3 dello statuto Nazionale).

ART. 11 | DELLA DIREZIONE REGIONALE

1. La Direzione Regionale è costituita da i membri eletti dall’Assemblea Regionale.

2. Nell’ambito della prima riunione, della Direzione Regionale il Presidente nomina tra i restanti eletti il Vicepresidente, il Segretario e il Tesoriere.

2 a. La Direzione Regionale è presieduta dal Presidente Regionale e, in caso di suo impedimento, dal Vicepresidente Regionale.

3. La Direzione Regionale resta in carica per tre anni.

4. In caso di dimissioni, di impedimento permanente o morte di un membro eletto dall’Assemblea entrerà a far parte della direzione Regionale il primo dei non eletti.

4 bis. In caso di dimissioni, di impedimento permanente o morte del Presidente Regionale, la Direzione Regionale potrà convocare un Assemblea Regionale Straordinaria o eleggere alla carica il Vice Presidente. In tale ultimo caso il mandato cessa alla scadenza del mandato del Presidente dimissionario e non concorre ai fini di cui all’art. 12, comma 2 del presente Statuto.

5. La Direzione Regionale ha il compito di:
a. garantire la tutela delle scelte operate dall’ Assemblea Regionale;
b. vigilare, a livello Regionale, sul rispetto del Codice Deontologico, sul decoro e l’autonomia della professione;
c. indicare le linee annuali di indirizzo programmatico e le strategie politiche nel campo della formazione, della tutela giuridica e della rappresentanza della categoria per il perseguimento degli obiettivi associativi, in coerenza con quanto stabilito dall’ Assemblea Regionale;
d. gestire e diffondere a livello Regionale l’immagine e la comunicazione associativa;
e. approvare l’attribuzione di deleghe secondo quanto previsto dall’art. 12 comma 3a
f. Esaminare ed approvare il bilancio regionale preventivo e consuntivo, predisposti dal Tesoriere Regionale, da sottoporre all’approvazione da parte dell’Assemblea Regionale;
g. determinare l’eventuale incremento della quota associativa regionale in relazione al bilancio preventivo approvato, fino al 100% della quota di iscrizione Regionale stabilita dalla Direzione Nazionale;

6. I titolari di cariche elettive Regionali hanno diritto esclusivamente al rimborso delle spese documentate sostenute per conto dell’Associazione.

7. Provvede a dare adeguata pubblicità allo Statuto, alle delibere relative alle elezioni ed alla individuazione dei titolari delle cariche sociali, al Codice Deontologico nonché ai bilanci, mediante opportuna pubblicazione sul sito associativo.

8. La Direzione Regionale si riunisce in via ordinaria almeno tre quattro volte all’anno e in via straordinaria su convocazione del Presidente Regionale con avviso scritto, telegramma o a mezzo fax, o posta elettronica, da inviare almeno sette quindici giorni prima della data della riunione, con indicazione dell’ordine del giorno. Nell’ipotesi di particolare urgenza il preavviso è ridotto a sette giorni.

9. La convocazione straordinaria può essere inoltre richiesta da almeno la metà più uno dei membri della Direzione Regionale.

10. Le riunioni sono validamente costituite se ad esse sono presenti almeno la metà più uno dei membri aventi diritto. Per le riunioni della Direzione Regionale le deliberazioni sono adottate per alzata di mano ed a maggioranza assoluta dei voti rappresentati. Le votazioni sulle persone si effettuano a scrutinio segreto. Ciascun membro della Direzione Regionale ha diritto ad un (1) voto.

ART. 12 | DEL PRESIDENTE REGIONALE

1. Il Presidente Regionale ha la rappresentanza legale dell’Associazione Regionale di fronte a terzi ed in giudizio.

2. Il Presidente Regionale resta in carica tre anni ed è rieleggibile una sola volta consecutivamente.

3. Il Presidente Regionale, sentiti Vice Presidente, Segretario e Tesoriere, convoca le riunioni della Direzione Regionale e ne predispone i programmi e gli schemi di lavoro. In caso di urgenza, adotta provvisoriamente i provvedimenti di competenza della Direzione Regionale, che dovranno essere ratificati da questa nella prima riunione utile successiva.

3/a. Sottopone all’approvazione della Direzione Regionale l’attribuzione di deleghe, a soci, come Responsabili di ambiti di particolare interesse strategico o rilevanza quali la comunicazione esterna, la formazione universitaria di base e post-base, la promozione della ricerca, lo sviluppo scientifico e culturale, lo sviluppo della libera professione, lo sviluppo nel sistema pubblico e privato accreditato, le relazioni con l’estero e quant’altro ritenuto di utilità per il progresso della Professione e dell’Associazione negli specifici ambiti territoriali.

4. In caso di impedimento temporaneo o assenza del Presidente Regionale, le sue funzioni sono esercitate dal Vice Presidente Regionale.

5. Il Vice Presidente Regionale, oltre che vicariare il Presidente in caso di sua assenza o impedimento, potrà operare su delega specifica del Presidente su temi di interesse associativo.

6. Il Presidente Regionale, cessato dalla carica, ricopre il ruolo di Past-President dell’Associazione Regionale sino alla fine del mandato del Presidente Regionale che gli è subentrato. Il Past-President partecipa di diritto, senza diritto di voto, ai lavori della Direzione Regionale.

ART. 13 | DEL COLLEGIO REGIONALE DEI REVISORI DEI CONTI

1. Il Collegio Regionale dei Revisori dei Conti è composto da tre membri effettivi e due supplenti in possesso della qualifica di associato ordinario, da almeno cinque anni.

2. I tre componenti il Collegio Regionale dei Revisori dei Conti che hanno riportato il maggiore numero di preferenze sono eletti quali membri effettivi e restano in carica tre anni.

3. La funzione di componente il Collegio Regionale dei Revisori dei Conti è incompatibile con qualsiasi carica negli Organi Nazionali e Regionali dell’Associazione.

4. I componenti del Collegio Regionale dei Revisori dei Conti hanno diritto di partecipare, senza voto deliberativo, alle riunioni della Direzione Regionale.

5. I componenti il Collegio Regionale dei Revisori dei Conti hanno il compito di:
a. accertare la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;
b. compiere, almeno ogni trimestre, accertamenti sull’entità del patrimonio e la consistenza di cassa;
c. esaminare i libri contabili ed i bilanci, preventivi e consuntivi, prima della loro presentazione;
i. redigere una relazione annuale, da allegare ai bilanci, contenente le proprie osservazioni sulla gestione finanziaria.

6. Sono prorogati tutti i poteri dei componenti del Collegio Regionale dei Revisori dei Conti uscente fino all’elezione dei loro successori.

ART. 14. | DELLE NORME IN MATERIA DI BILANCIO

1. È fatto obbligo per l’AIFI Piemonte Valle d’Aosta di redigere e sottoporre annualmente all’approvazione dell’assemblea Regionale, un Bilancio di esercizio formato da stato patrimoniale e conto economico, con l’indicazione dei proventi e degli oneri nonché dal rendiconto finanziario. Il documento dovrà essere accompagnato dalla relazione di missione che illustra le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie.

2. Ai sensi dell’art. 20 del codice civile L’Assemblea Regionale sarà convocata, per l’approvazione del bilancio dell’esercizio sociale, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, ma anche entro un termine maggiore, non superiore in ogni caso a sei mesi, quando particolari esigenze lo richiedono.

3. Il bilancio di esercizio, presentato all’approvazione dell’assemblea regionale/interregionale, dovrà essere accompagnato dalla relazione del Collegio Regionale dei Revisori dei Conti.

4. L’esercizio amministrativo dell’Associazione regionale inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

5. I bilanci preventivi, ove adottati, e i consuntivi sono pubblicati sul sito istituzionale della stessa.

ART. 15 | DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI E DEI PROCEDIMENTI RELATIVI ALLA COMMINAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

1. Il Collegio Regionale dei Probiviri è costituito da tre componenti eletti dall’Assemblea Regionale.

2. La funzione di componente il Collegio Regionale e dei Probiviri è incompatibile con qualsiasi carica negli Organi Nazionali, Regionali e nelle Associazioni interregionali.

3. Per essere proboviro è necessario avere l’età minima di quaranta anni, essere iscritto almeno da cinque anni ed avere riconosciuti requisiti di probità, serietà, saggezza, onestà civica e professionale e non essere mai incorso in alcun provvedimento disciplinare.

3 a. Il Presidente del Collegio Regionale dei probiviri, ha diritto di partecipare, senza voto

deliberativo, alle riunioni della Direzione Regionale

4. Il Collegio Regionale dei Probiviri giudica, in un unico grado:
a. in merito alle infrazioni commesse dai componenti gli Organ
Regionali;
b. in merito ai fatti disciplinarmente rilevanti commessi dai soci durante lo svolgimento dei lavori dell’Assemblea Regionale.

5. Il Collegio Regionale dei Probiviri, qualora riscontri fatti disciplinarmente rilevanti o costituenti reato commessi dai componenti gli Organi Territoriali ed attinenti comunque la gestione dell’Associazione, può informarne la Direzione Regionale affinché promuova le necessarie azioni civili e/o denunce-querele.

6. Il Collegio Regionale dei Probiviri nomina al suo interno il Presidente ed il Segretario; quest’ultimo sostituisce il Presidente in caso di suo impedimento. Il collegio giudicante è formato dal Presidente e degli altri componenti. I componenti il Collegio devono astenersi da giudicare qualora emergessero ragioni di specifica incompatibilità.

7. Nei casi di cui alle lettere a) e b) del comma quarto del presente articolo, l’azione disciplinare è promossa dal Presidente del Collegio Regionale dei Probiviri, anche su richiesta del Presidente Regionale o di membri della Direzione Regionale. Nel caso di cui alla lettera b), l’azione può essere promossa anche su richiesta scritta di almeno il 10% degli iscritti, la quale dovrà essere rimessa alla Direzione Regionale, per un primo giudizio di non manifesta infondatezza.

8. Nei confronti del Presidente Regionale/interregionale, l’azione è promossa dalla Direzione Regionale/interregionale.

9. Il Collegio giudicherà con libertà di forma, previa specifica contestazione degli addebiti disciplinari ed emetterà la sua decisione a maggioranza, con motivazione in fatto e diritto. L’associato sottoposto a procedimento potrà presentare scritti difensivi e documenti e chiedere di essere sentito dal Collegio; egli inoltre potrà farsi assistere da un suo rappresentante.

10. Sono prorogati tutti i poteri dei componenti del Collegio Regionale dei Probiviri uscente fino all’elezione dei loro successori.

ART. 16 | DEI CONSULENTI

1. L’Associazione può avvalersi di esperti per consulenze, pareri ed indirizzi tecnici nei vari settori di attività. Il ricorso a consulenti esterni è subordinato alla preventiva presentazione dei progetti, dei relativi costi e dei criteri di scelta del consulente.

ART. 17 | G.I.S. GRUPPI DI INTERESSE SPECIALISTICO

1. I GIS, Gruppi di Interesse Specialistico di A.I.FI. secondo la loro articolazione, possono prevedere gruppi a carattere Regionale, secondo gli specifici regolamenti approvati dalla Direzione Nazionale.

CAPO III | NORME DISCIPLINARI

ART. 18 | PROCEDIMENTO DISCIPLINARE INTERREGIONALE

1. Gli associati che si rendono responsabili di violazioni al Codice Deontologico, sono sottoposti a provvedimento disciplinare. Il procedimento disciplinare è attivato dalla Presidenza Regionale che, raccolte le informazioni, ne dà comunicazione all’interessato e al Presidente del Collegio dei Probiviri Regionale.

1 bis. Nei confronti del Presidente Regionale i poteri di iniziativa sono della Direzione Regionale e in caso di mancata attivazione, della Direzione Nazionale. Nel caso in cui il Collegio dei Probiviri Regionale non intervenga, l’azione disciplinare può essere esercitata dal Collegio dei Probiviri Nazionale.

1 ter. Di ogni procedimento disciplinare Regionale, dovrà essere informato il Collegio Nazionale dei Probiviri e copia di tutti gli atti dovrà essere inviata alla segreteria Nazionale per essere depositata nel libro verbali del Collegio Nazionale in modo da costituire “giurisprudenza” per i giudizi futuri.

2. Il Collegio dei Probiviri Regionale formalizza la contestazione di addebiti all’associato, che ha tempo venti giorni dalla ricezione della contestazione per presentare propri scritti difensivi e documenti. Egli può avvalersi di un legale e può chiedere di essere sentito o che siano sentite persone informate dei fatti.

3. Entro novanta giorni dalla comunicazione di attivazione del procedimento il Collegio giudicante deve esprimere il proprio parere ed irrogare l’eventuale sanzione disciplinare.

4. L’associato può interporre appello al Collegio Nazionale dei Probiviri, dandone comunicazione al Presidente Nazionale ed alla direzione Regionale.

5. L’appello non interrompe l’eventuale provvedimento.

6. L’inosservanza (per atti o per omissioni) dei modi e tempi prescritti nei comma precedenti determina infrazione disciplinare che sarà sottoposta a giudizio del Collegio Nazionale affiancato da due Collegi Regionali individuati dalla Presidenza Nazionale.

ART. 19 | DELLE SANZIONI

1. Le sanzioni irrogabili sono:
a. l’ammonizione, che consiste nel diffidare l’interessato a non ricadere nella mancanza commessa;
b. la censura, che consiste in una dichiarazione di biasimo scritta;
c. la sospensione, che consiste in una temporanea sospensione dall’associazione;
d. la radiazione, che consiste nell’espulsione definitiva dall’ Associazione.

2. Costituisce motivo di sospensione disciplinare dall’Associazione la violazione di uno o più doveri stabiliti dal Codice Deontologico e dall’articolo 6, commi 1 e 2. La sospensione ha durata massima di sei mesi.

3. La sanzione disciplinare è comminata in proporzione alla gravità della violazione e all’entità dei danni cagionati all’Associazione o agli associati.

4. il Collegio Regionale dei Probiviri nei casi di cui all’articolo 15 comma 4, lettere a) e b), può disporre la sospensione cautelare a carico del socio sottoposto a procedimento allorché:
a. sussistano ragionevoli motivi per ritenere che abbia violato le norme del Codice Deontologico;
b. nell’ipotesi in cui, nel tempo necessario alla conclusione del procedimento disciplinare, la permanenza della qualità di associato possa comportare un pregiudizio per l’Associazione o costituire un ostacolo all’accertamento dei fatti e delle responsabilità;
c. nel caso in cui l’associato sia sottoposto a procedimento penale, in attesa della sentenza definitiva.

5. La sospensione cautelare è a tempo determinato e non può essere superiore a un anno, nei casi di cui ai punti a e b, e sino alla condanna definitiva, nel caso di cui al punto c.

CAPO IV | DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

ART. 20 | DEI REGOLAMENTI ATTUATIVI

1. Il funzionamento degli Istituti dell’Associazione Regionale dell’AIFI Piemonte Valle d’Aosta e le norme non espressamente contemplate nel presente Statuto sono integrate da regolamenti interni predisposti dai rispettivi Organi ed approvati dalla Direzione Regionale.

2. In particolare, i predetti Regolamenti, nel rispetto dei limiti imposti dal conflitto d’interessi, possono anche disciplinare:
a. le attività amministrative di pertinenza, compresa la misura e modalità di rimborso delle spese sostenute dai componenti degli organi associativi;
b. l’organizzazione, le competenze e i limiti dei G.I.S. o di qualsiasi organo o organismo associativo regionale;
c. le modalità per assicurare la partecipazione degli studenti di cui all’art. 5 comma 6 alla vita associativa.

3. In caso di interpretazioni controverse dello Statuto il Collegio Regionale dei Probiviri esprime interpretazione autentica con propria determinazione.

4. Le deliberazioni di cui ai comma precedenti sono adottate a maggioranza assoluta dei componenti della Direzione Regionale.

ART. 21 | DELLE INCOMPATIBILITA’ CON LE CARICHE DELL’ASSOCIAZIONE

1. L’A.I.F.I. Piemonte Valle d’Aosta adotta il medesimo regolamento di A.I.FI Nazionale per la definizione delle incompatibilità tra cariche statutarie e incarichi esterni all’ Associazione che possano risultare in contrasto con gli interessi della stessa.

ART. 22 | DELLE NORME TRANSITORIE

1. In via transitoria e sino alle determinazioni, da parte del Ministero della Salute, conseguenti alle pronunce giurisdizionali, possono continuare ad essere associati i soggetti in possesso dei titoli di Terapista in Neuropsicomotricità dell’Età Evolutiva conseguiti entro il 17 marzo 1999 (in base alla normativa pregressa a quella attuativa dell’art. 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni) e che abbiano esercitato l’attività di fisioterapista in via prevalente, in regime di lavoro dipendente o autonomo, per un periodo di tre anni nell’ultimo quinquennio. La specifica attività esercitata deve essere formalmente documentata con autocertificazione allegata alla domanda di iscrizione.